EMIDIO LAZZARINI.
La storia di Emidio Lazzarini, noto come “Mimì”, è un racconto straordinario. Suo padre, calzolaio, dopo un’esperienza di lavoro nel Pavese, tornò ad Ascoli Piceno, dove aprì un laboratorio in via della Fortezza. La sua istruzione è limitata alla quarta elementare, anche perchè, dopo la scuola, aiutava suo padre nella bottega, dimostrando talento e determinazione. Intorno ai tre quattro anni, insieme alla sorella, era una attrazione ballando nelle sale del dopolavoro cittadino.
Adolescente, si appassionò al biliardo e in breve divenne campione di “bazzica.” Dopo un breve periodo come fattorino, tornò in bottega proseguendo nell’apprendistato. Nel frattempo si dedicava anche allo sport, inizialmente con il pugilato, dimostrando un notevole talento. Partecipò persino a una selezione per il campionato italiano, ma fu ingiustamente sconfitto a Cagliari da un atleta locale. Il fatto lo indignò a tal punto che ribaltò il tavolo dei giudici, episodio per il quale ottenne la squalifica a vita.
